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Esame Avvocato: quali i criteri per  formulazione dei quesiti nell’orale
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Esame Avvocato: quali i criteri per formulazione dei quesiti nell’orale 

Scopriamo con l’ultimo decreto della Ministra della Giustizia Cartabia le novità per la formulazione dei quesiti da porre nella prima prova orale e per la valutazione dei candidati.

Esame Avvocato: quali i criteri per formulazione dei quesiti nell’orale – LA PROVA ORALE 

In cosa consiste la prova orale?

La prima prova orale dell’esame di abilitazione alla professione forense ha ad oggetto l’esame e la discussione di una questione pratico-applicativa, nella forma della soluzione di un caso, che postuli conoscenze di diritto sostanziale e di diritto processuale, in una materia scelta preventivamente dal candidato tra le seguenti: materia regolata dal codice civile;materia regolata dal codice penale; diritto amministrativo

Quali i tempi?

Al fine  dello svolgimento della prima prova orale è assegnata complessivamente un’ora dal momento della fine della dettatura del quesito, suddivisa in trenta minuti per l’esame preliminare del quesito e trenta minuti per la discussione.

Come deve essere formulato il quesito?

Il quesito deve avere ad oggetto una questione pratico-applicativa ed essere formulato nella forma della soluzione di un caso. Deve cioè essere posto all’esame del candidato un caso pratico (una fattispecie concreta, una quaestio facti) rispetto al quale egli, nelle vesti di un legale, deve prospettare una soluzione giuridica, espressiva di una possibile iniziativa difensiva. Può trattarsi di un caso tratto dalla giurisprudenza, anche rielaborato.

Il quesito non deve essere meramente teorico e non deve implicare l’esposizione a tema su un argomento, svincolata da un caso concreto. Essenziale al quesito e alla tipologia della prova d’esame, infatti, è la dimensione pratico-applicativa, volta a verificare la capacità di individuare, inquadrare e risolvere problemi giuridici partendo da casi concreti. Il quesito deve essere pertanto concepito come un caso che si possa presentare nell’esperienza professionale di un avvocato.

Il caso deve essere formulato in modo tale da consentire il riferimento a uno o più istituti di diritto sostanziale e di diritto processuale. Il quesito non deve essere meramente sostanziale né esclusivamente processuale; deve infatti valorizzare sia il profilo sostanziale sia il profilo processuale.

 QUALI I PARAMETRI PER LA VALUTAZIONE

La prova è volta a verificare:

a)  la capacità del candidato di inquadrare ed elaborare in tempo breve il caso proposto e di individuarne gli eventuali rimedi a disposizione, con il supporto dei testi di legge, annotati con la sola giurisprudenza;

b)  la capacità del candidato di discutere il caso in modo sintetico ed efficace, mostrando l’attitudine a individuare i problemi posti dal caso concreto e a prospettare, anche alternativamente, soluzioni che si prospettano plausibili alla luce della normativa e della giurisprudenza e che si rivelano pertanto meritevoli di un ideale approfondimento da parte del professionista.

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